Nell’Istituto minorile Beccaria

By dalatri 3 mesi ago

 

Nell’Istituto minorile Beccaria la web serie di Alessandro D’Alatri

La scuola della notte è una storia di riscatto che dal carcere porta alla libertà. A raccontarla e interpretarla dietro la telecamera un gruppo di giovani detenuti

Assomigliamo più ai nostri eroi che ai nostri padri». Con queste parole si chiude La scuola della notte, la web serie di Raifiction per la regia di Alessandro D’Alatri, che racconta la storia di vita personale di un giovane che, senza punti di riferimento, dalla strada finisce dentro un carcere minorile. In onda dal 13 marzo su Raiplay in cinque puntate e in anteprima unica il 12 su Rai4, il progetto, che ha visto come protagonisti e autori delle canzoni i ragazzi dell’Istituto Penale Cesare Beccaria di Milano, è tratto dal libro scritto da Federico Ragno, giovane romano finito anche lui in una struttura detentiva, e vincitore del premio letterario Goliarda Sapienza “Racconti dal carcere”. «Girare all’interno di mura carcerarie e dirigere giovani detenuti è stata l’esperienza umana e professionale più forte della mia vita», ammette senza timori Alessandro D’Alatri. «Questi ragazzi hanno voglia di raccontarsi e di stringere relazioni affettive che nella vita esterna non hanno mai provato. Per molti di loro il primo abbraccio ricevuto arriva dagli educatori del Beccaria».

Per andare contro la filmografia tradizionale che del carcere ne racconta la vita interna, il regista de I giardini dell’Eden ha scelto di far vedere in maniera fumettistica e metafisica il degrado e l’assenza che vengono prima della condanna e che spesso ne sono la causa. «Essere bravi a scuola a volte non basta», ammette Mattia, il protagonista della web serie. «Hai bisogno di qualcuno che ti indirizzi e che ti faccia capire che solo se sei onesto, puoi vantarti di quello che fai. In carcere puoi migliorare o peggiorare: a me è andata bene, ho scoperto la musica», aggiunge Mattia che da grande vorrebbe diventare un rapper. Sempre nel campo artistico, di cui sono carenti tanti giovani che non conoscono cultura, teatri e distrazioni diverse da quelle presenti per strada, ha trovato la sua valvola di sfogo Federico Ragno. «L’ambiente in cui nasci determina l’eroe che devi seguire. Se il genitore che ti ritrovi non è la persona giusta, finisci per farti andare bene un eroe che tale non è. Iniziata per gioco, la scrittura mi ha aiutato a capire la vita», spiega Federico.

Nonostante le ambientazioni ricordino Gomorra e le rime siano in stile Marracash, La scuola della notte non corre il rischio di trasmettere un messaggio di emulazione perché la vita dei personaggi è rappresentata come un videogioco in cui a prescindere dai punti persi o guadagnati quello che domina è la miseria umana. «Sono le donne a marcare lo stacco tra la figura paterna spesso violenta che si tende a seguire e la voglia di riscatto», aggiunge Alessandro D’Alatri. «Per questo la ragazza di Mattia e la psicologa indossano colori diversi dagli altri, che sia il rosso o il bianco. Perché per questi giovani sono loro le uniche fonti d’affetto possibili». La web serie, la cui colonna sonora è stata realizzata da alcuni giovani rapper del Beccaria, è dedicata a Josciua Algeri, l’attore di Un fiore morto in un incidente stradale domenica 5 marzo. «Nel nostro laboratorio musicale Josciua è stato uno dei ragazzi più brillanti», conclude la giornalista e coordinatrice di WEBLAB 2.0 Antonella Bolelli Ferrera. «Vogliamo che questo progetto continui a far vivere le sue rime e il suo talento nonostante non sia più con noi».

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